Perché l’accordo UE–Mercosur è una sfida alla nuova dottrina americana

Commercio o geopolitica? L’intesa UE–Mercosur diventa una mossa strategica contro l'unilateralismo USA e l'influenza cinese.

EUROPAAMERICA LATINA

Mario Bonato

1/22/2026

UE–Mercosur: il commercio come geopolitica

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur non è soltanto un dossier economico rimasto troppo a lungo in sospeso. Oggi è diventato un atto geopolitico, carico di implicazioni strategiche che vanno ben oltre tariffe, quote agricole e standard ambientali.

In un contesto segnato dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e da una rinnovata assertività statunitense nel continente americano, l’intesa UE–Mercosur assume il valore di una risposta indiretta all’unilateralismo di Washington e alla sua visione neo-monroista delle relazioni emisferiche.

Dall’accordo commerciale allo strumento strategico

Per oltre vent’anni, l’accordo UE–Mercosur è rimasto bloccato tra resistenze politiche europee, timori agricoli e divergenze normative. Oggi, però, il suo significato è cambiato. Non si tratta più solo di liberalizzare scambi, ma di ancorare il Sud America a un ordine economico aperto, alternativo tanto alla dipendenza dagli Stati Uniti quanto alla crescente influenza della Cina.

Per Bruxelles, rilanciare l’accordo significa trasformare il commercio in politica estera, colmando un vuoto strategico che l’UE ha spesso lasciato scoperto in America Latina.

Trump, la “nuova dottrina Monroe” e il ritorno delle sfere di influenza

Il contesto internazionale ha accelerato questa presa di coscienza. Il ritorno di Trump ha riportato al centro una visione delle relazioni internazionali fondata su sfere di influenza rigide, pressione bilaterale e uso esplicito della leva commerciale come strumento di potere.

In America Latina, questo approccio si traduce in una rinnovata attenzione statunitense a contenere attori esterni — Europa compresa — e a riaffermare una supremazia economica e politica che molti Paesi della regione percepiscono come intrusiva e poco cooperativa.

È in questo spazio che l’UE intravede un’opportunità: proporsi come partner prevedibile, regolato e meno coercitivo.

Mercosur tra Washington, Pechino e Bruxelles

Per i Paesi del Mercosur — Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — l’accordo con l’UE rappresenta una leva di autonomia strategica.

La regione è sempre più stretta tra l’influenza economica della Cina, principale partner commerciale di diversi Paesi sudamericani, e il ritorno di una politica statunitense più assertiva e meno multilaterale. In questo triangolo, l’Europa offre accesso a un grande mercato, regole chiare e stabilità normativa, elementi molto apprezzati da élite politiche e imprenditoriali locali.

Le resistenze europee: agricoltura, ambiente e politica interna

Il principale ostacolo all’accordo resta interno all’Europa. Francia, Irlanda e altri Paesi temono l’impatto sulle filiere agricole e contestano gli standard ambientali dei partner sudamericani, in particolare sul fronte della deforestazione amazzonica.

Queste preoccupazioni non sono infondate, ma rivelano un problema più profondo: l’incapacità dell’UE di conciliare ambizione geopolitica e consenso interno. Senza un salto politico, l’Europa rischia di riconoscere l’importanza strategica dell’America Latina solo dopo aver perso la partita.

Commercio, valori e realismo

L’UE ama presentarsi come una “potenza normativa”, ma il dossier Mercosur dimostra che i valori non si proiettano nel vuoto. Senza presenza economica e impegno politico, la capacità europea di influenzare standard ambientali e sociali resta limitata.

Paradossalmente, è proprio attraverso l’accordo commerciale che Bruxelles avrebbe maggiori strumenti per condizionare positivamente le politiche dei partner sudamericani. Rifiutare l’intesa in nome dei principi rischia di produrre l’effetto opposto: lasciare campo libero ad attori meno esigenti.

Una scelta che definisce il ruolo globale dell’UE

L’accordo UE–Mercosur è diventato un test di maturità geopolitica per l’Unione. In un mondo sempre più frammentato, il commercio non è più neutrale: è un’estensione della competizione strategica.

Se Bruxelles riuscirà a superare le proprie divisioni e ratificare l’intesa, dimostrerà di saper usare il proprio principale strumento di potere — il mercato — in modo coerente con le ambizioni di autonomia strategica. In caso contrario, l’UE rischia di restare uno spettatore regolamentare in un mondo dominato dalla logica delle sfere di influenza.

Oltre Mercosur: la posta in gioco

In definitiva, la questione non è solo l’America Latina. È il ruolo stesso dell’Europa nell’ordine globale che sta cambiando. L’accordo UE–Mercosur dirà se Bruxelles intende essere un attore geopolitico capace di scegliere o una potenza commerciale incapace di decidere quando il commercio diventa strategia.

E in un’epoca segnata dal ritorno della forza e della coercizione economica, non scegliere equivale già a scegliere.

Mario Bonato - Analista Geodiplomazia.it - 22/01/2026